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  Le olive appena raccolte vengono versate in apposite cassette di plastica.  

Esse sono preferibili ai vecchi sacchi in juta perchè garantiscono una migliore areazione delle olive: da un lato infatti contengono al massimo solo due "quarte" (25 kg) di olive.

Dall'altra, sono traforate da tutti i lati e sul fondo. Ed inoltre se impilate poggiano su apposite sporgenze della cassetta inferiore, senza premere sulle olive contenute in essa.

Nella cassetta finiscono anche molte foglie, che cadono sulla rete durante la sbattitura: esse in realtà contribuiscono a mantenere le olive fresche e areate.

A fine giornata, prima di essere portate in frantoio, le olive vengono "passate" ovvero ripulite dalle foglie tramite l'antica "chitarra" (questa procedura è mostrata all'inizio del filmato in alto) o una defogliatrice elettrica (che separa le olive dalle foglie tramite un getto di aria). Tutti gli olivicolori hanno una defogliatrice, per quanto artigianale. In ogni caso il nostro frantoio dispone di una defogliatrice professionale.

Abbiamo parlato di "Quarte": è singolare che l'olio di oliva Taggiasca sia ormai internazionale e raggiunga gli angoli più sperduti nel mondo, ma che le olive Taggiasche vengano misurate esclusivamente in "quarte" ovvero in una unità di misura tradizionale della Liguria occidentale che nessuno conosce. A quanto corrisponde una quarta? Nella Valle di Oneglia a 12,5 kg. Due valli più in là a 12 kg. Ma due valli più in là è già un altro mondo...

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